Si è tenuta lunedì 22 giugno, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pisa, in via Battelli 5, la presentazione del rapporto “Medicina generale ed esiti di salute in Italia: un’analisi descrittiva e interpretativa”, dedicato all’analisi del possibile contributo dell’assistenza primaria agli esiti di salute osservati nel contesto italiano.
All’incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo sanitario, professionisti del settore e organi di informazione. Tra i presenti anche la direttrice del Dipartimento di Medicina Generale della ASL Toscana Nord Ovest, dottoressa Maria Stella Adami.
Dopo i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Pisa, dottor Giuseppe Figlini, la professoressa Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università di Pisa, ha introdotto il lavoro illustrandone il razionale scientifico e il contesto nel quale si inserisce.
Nel suo intervento, la professoressa Rizzo ha evidenziato l’importanza di sviluppare una valutazione basata sui dati del ruolo svolto dai modelli di assistenza territoriale, considerandoli come una delle componenti che contribuiscono alla capacità dei sistemi sanitari di mantenere universalità ed equità di accesso alle cure.
È stato inoltre sottolineato come tale riflessione assuma particolare rilevanza nell’attuale scenario demografico, caratterizzato dall’aumento della popolazione anziana, dalla crescita della cronicità e dall’incremento delle condizioni di fragilità e complessità assistenziale.
Successivamente il dottor Luca Puccetti ha presentato i principali risultati del rapporto, che analizza indicatori demografici, epidemiologici, organizzativi e di esito utilizzati a livello internazionale per il confronto tra sistemi sanitari.
Secondo la lettura proposta dal documento, l’Italia continua a mostrare, nel confronto internazionale, indicatori favorevoli in termini di salute della popolazione, con livelli contenuti di mortalità evitabile e di ospedalizzazioni evitabili, pur in presenza di una delle popolazioni più anziane d’Europa e di livelli di finanziamento pubblico della sanità inferiori rispetto a quelli di numerosi Paesi comparabili.
Il rapporto interpreta questi risultati attraverso una prospettiva multifattoriale, nella quale la medicina generale viene considerata come una delle infrastrutture fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale per garantire accessibilità, continuità assistenziale, prossimità e coordinamento delle cure.
Nel corso della presentazione sono stati affrontati anche alcuni elementi di criticità che interessano il settore: il progressivo aumento del carico assistenziale e amministrativo osservato nell’ultimo decennio, l’aumento della complessità clinica legata all’invecchiamento della popolazione e la crescente difficoltà nel rendere attrattiva la professione del medico di medicina generale, in particolare in alcune aree del Nord Italia dove esistono alternative professionali percepite come maggiormente favorevoli.
La discussione conclusiva ha evidenziato la necessità di proseguire nella produzione e nell’analisi di dati comparabili e di rafforzare gli strumenti di valutazione dell’assistenza territoriale, e di integrazione con le altre componenti del SS, nella prospettiva di sostenere la capacità di rispondere ai cambiamenti demografici e ai bisogni di salute della popolazione.