La Genitorialità fragile. Dall'ascolto del minore alla valutazione della famiglia maltrattante

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Lunedì 12 Febbraio 2018 09:00
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22/02/2018

Esperienze Sfavorevoli Infantili

Curare ‘facendo squadra’ con le piccole vittime

Strumenti per la comprensione e per l’intervento

 

 

Molteplici ricerche hanno messo a fuoco quanto le condizioni di carente e/o di perverso accudimento dei bambini siano diffuse e quanto possano produrre danni incalcolabili nella costruzione della loro personalità, con effetti che si distendono per tutto l'arco della vita presente e futura, sul piano fisico, psichico e comportamentale.

Le esperienze traumatiche più sommerse, spesso croniche, sono l’abuso sessuale e la violenza domestica cui i minori assistono, presenti in contesti non raramente insospettabili e non più coincidenti con le aree di povertà o multiproblematicità.

L’attenzione delle istituzioni deve quindi sempre più integrare un approccio di protezione ‘dall’esterno’ (sociale, sanitario e legale) con un approccio di protezione ‘dall’interno’, fornendo precocemente ai bambini strumenti di comprensione del proprio funzionamento e delle circostanze che li hanno resi vittime, per costruire resilienza.

A partire da una solida conoscenza, maturata in ambito clinico, delle esperienze traumatiche infantili e delle loro dannose conseguenze, si proporrà quanto elaborato negli ultimi anni per dare alle vittime stesse tali strumenti, per contrastare confusione, vergogna e silenzio.

Gli stessi strumenti sono anche un ottimo supporto per gli operatori impegnati nella tutela e nella cura di questi bambini per riassumere e approfondire ciò che ‘è necessario sapere per decidere che fare’ in tema di abuso all’infanzia.

Dopo una introduzione generale sulla terapia con bambini vittime di Esperienze Sfavorevoli Infantili, nel seminario verranno proposti strumenti e facilitatori della cura anche in contesti non strettamente terapeutici.

PROGRAMMA

Principi di terapia per bambini vittime di ESI

Facciamo le crocette”: i questionari autosomministrati

Facciamo le schede”: un ‘tutore’ per il pensiero e le emozioni

Cerchiamo le risposte in internet”: BIT

Facciamoci aiutare dalle favole”: storie che guariscono

 23/02/2018

La giornata formativa condotta da Stefano Cirillo sarà improntata sull'analisi della famiglia maltrattante attraverso l'integrazione della terapia sistemica.
Partendo dunque dall'analisi dei motivi che spingono un genitore a disinteressarsi, maltrattare e perfino abbandonare il proprio figli, ci si interrogherà riguardo alle modalità mediante le quali alleviare le sofferenze del genitore e del figlio.
Il Dott. Cirillo, forte della Sua decennale esperienza presso il Centro per il Bambino maltrattato e per la famiglia in crisi (CBM) di Milano, del quale è fondatore e nel quale ha sperimentato un modello di intervento capace di garantire il diritto del bambino di essere tutelato e quello dei genitori di essere aiutati a sciogliere gli intricati problemi psicologici della loro relazione.  
Verranno poi poste in esame le sette porte, riguardanti altrettanti modelli diagnostici: la domanda, la sintomatologia, l’ipotesi sistemica, la diagnosi trigenerazionale, il funzionamento di personalità, l’attaccamento, i vissuti del terapeuta.  
Sarà dunque analizzato l'iter storico della comprensione del disagio, a partire dagli anni '70, fino alla definizione e spiegazione della prima porta d'accesso alla terapia, rifacendosi a quelli che furono gli insegnamenti di Mara Selvini Palazzoli, del “Nuovo Centro per lo Studio della Famiglia”, del quale fa parte lo stesso Cirillo al contesto entro cui prendono forma i significati, la domanda di un familiare per un paziente non richiedente, la domanda relazionale, la non domanda in una condizione coatta e la domanda individuale. Partendo da questi quattro differenti contesti, il relatore individuo le convocazioni e le procedure più efficaci da mettere in atto sia al telefono che nei primi preliminari, consigliando le modalità opportune allo specifico caso, definendo le tematiche da affrontare nelle primissime battute di questi incontri e cercando di tutelare i terapeuti inesperti da eventuali rischi in cui potrebbero imbattersi.
La seconda porta è quella della diagnosi sistemica, comprendente tredici dimensioni attraverso le quali è possibile analizzare e collegare il funzionamento della famiglia con la sofferenza di un suo membro.
La terza porta è quella della sintomatologia, volta a collegare il disturbo del paziente con le difese da lui messe in atto, in una visione processuale del sintomo.
La quarta porta, la diagnosi dell’attaccamento, apre una prospettiva teorica che è sia relazionale che individuale. 
La quinta porta riguarda la diagnosi di personalità, intesa come organizzazione difensiva rispetto ai vissuti soggettivi di sofferenza, agli stress relazionali ed esistenziali, alle sfide evolutive, organizzazione che diviene disfunzionale quanto rigida e pervasiva.
Le sesta porta, l’identità della terapia familiare, consiste nella diagnosi trigenerazionale attraverso la quale si esamina che tipo di bambino e figlio sia stato il genitore e quali siano stati i modelli da lui accolti ed accettati. Ciò rappresenta un’influenza decisiva sulla sua identità e quindi anche sulla sua genitorialità.
La settima porta, la diagnosi basata sulle emozioni del terapeuta, pone l’attenzione sull’importanza delle emozioni vissute dal terapeuta stesso, come fondamentale via per la conoscenza e per la prevenzione di possibili distorsioni antiterapeutiche nella relazione con il paziente.
 
 

Altre date

  • Giovedì 22 Febbraio 2018 09:00
  • Lunedì 12 Febbraio 2018 09:00

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